Sentieri, tecnologia e comunità al servizio di un turismo consapevole

Mappare la sostenibilità… cosa vorrà mai dire? Il termine è utilizzato molto spesso – anche da noi nei nostri progetti, di cui parlerò più avanti – ma in concreto cosa significa? In questo articolo vi darò il mio punto di vista, partendo da esperienze personali.
Mappare, come prima cosa, significa conoscere e aggregare i dati in una mappa o in un modello che può essere sviluppato in vari modi. Da questi dati, chi usufruirà della mappa ricaverà informazioni utili. Questo è l’assunto di partenza. Ora mi concentrerò sulla mappatura al servizio di un turismo consapevole.
Per parlare di turismo consapevole bisogna iniziare soprattutto dalla conoscenza del territorio. Partiamo pertanto dal presupposto di mappare gli spazi outdoor per sviluppare degli itinerari green, poiché stiamo parlando di turismo sostenibile.
La tecnologia GIS al servizio della mappatura

La tecnologia può esserci di aiuto. Iniziamo perciò questo percorso di “mappatura” dalla tecnologia GIS – Sistema Informativo Geografico, dall’inglese Geographic Information System. Si tratta di un sistema informatico progettato per acquisire, archiviare, elaborare, analizzare, gestire e presentare tutti i dati geografici o spaziali. Essenzialmente, collega i dati a una posizione sulla superficie terrestre, permettendo di visualizzare, comprendere e interpretare modelli, relazioni e contesti geografici.
Il sistema GIS ha un possibile utilizzo anche per il settore turistico, come nella pianificazione di destinazioni e itinerari o nella gestione e manutenzione dei punti di interesse. Il GIS può essere utilizzato anche per prendere decisioni strategiche, come ad esempio:
- Identificare nuove aree di sviluppo: mettendo in relazione dati come la vicinanza a parchi naturali, l’accessibilità delle strade, la densità di ristoranti e la disponibilità di strutture ricettive. In questo modo, il GIS può identificare aree con il maggior potenziale di sviluppo turistico.
- Analizzare la capacità turistica di un luogo: poiché parliamo di turismo consapevole e sostenibile, nell’analisi di nuove aree di sviluppo è necessario tenere in considerazione la combinazione dei dati sulla dimensione fisica di un sito (come ad esempio una spiaggia o una località montana) con i dati sul traffico sia pedonale che veicolare. Questo permette di determinare quale sia il flusso di visitatori che un’area può sostenere senza incorrere nel pericolo dell’overtourism.
Il GIS può anche aiutare a migliorare l’esperienza del visitatore attraverso lo sviluppo di piattaforme con la creazione di mappe interattive sempre aggiornate. Queste permettono, ad esempio, di calcolare i percorsi a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici e di mostrare in tempo reale al turista la posizione dei luoghi di interesse.
Un’amministrazione pubblica può utilizzare il GIS per promuovere il turismo lento attraverso la mappatura di piste ciclabili, sentieri escursionistici, agriturismi e B&B rurali, aziende agricole o cantine con vendita diretta. I punti di interesse sono collegati in un’unica mappa che guida il turista in un percorso slow e sostenibile. Un esempio concreto di mappe dei sentieri si può trovare nel piccolo comune di Bolognola nella provincia di Macerata, sui Monti Sibillini. Le informazioni sui sentieri sono state trasferite su Google Maps – una App di navigazione di utilizzo pubblico – in cui si possono trovare la lunghezza del percorso, il tempo di percorrenza, l’altimetria, i punti di interesse e la propria posizione lungo il tracciato. Il comune di Bolognola ha aderito a un programma che permette a enti e associazioni di diventare partner di Google Maps e di inserire le informazioni cartografiche all’interno dell’app.
Per saperne di più: Bolognola e i suoi sentieri
Territori e comunità: il fattore umano
Tutta la tecnologia del mondo non è però sufficiente se non si conoscono effettivamente i territori in cui si andrà a operare. Ed è qui che entra in campo la comunità locale, che è necessario coinvolgere fin dalle prime fasi di progetto.
Paradossalmente, come Progetto Re-Cycle, questa è sempre la parte più difficile. Ci troviamo abbastanza spesso a doverci arrangiare e a mappare noi – dove per mappare intendiamo il fatto di percorrere le zone e aggiungere immagini dettagliate alla mappa – perché le nostre richieste di supporto per la conoscenza e la raccolta di immagini di un territorio, sebbene accolte con grande entusiasmo, scemano dopo poco. Le ragioni sono molteplici e vanno dalla mancanza di tempo, al percepire la cosa come un obbligo lavorativo oppure, più banalmente, alla diffidenza verso la tecnologia a cui purtroppo a volte siamo costretti ad aggiungere la diffidenza verso chi arriva da “fuori” – leggasi chi non fa parte della comunità.
Noi siamo convinti che il turismo abbia due facce: il turista da una parte e le comunità locali dall’altra. Noi ci troviamo quasi sempre nel mezzo: il nostro ruolo è proprio quello di fare da ponte tra le varie istanze. Pertanto, la gran parte del tempo si passa a dialogare con le persone più che a lavorare sulla parte tecnologica e fisica della mappatura. Ma andiamo avanti con i nostri progetti di mappatura e arriviamo ad Accessible Life, un progetto specifico sulla mappatura di sentieri accessibili a tutti (persone con disabilità, famiglie con bambini piccoli o chiunque si trovi in uno stato di disabilità motoria temporanea) sia in montagna che in pianura.

I sentieri sono resi disponibili in una mappa condivisa, utilizzabile nella creazione di itinerari di turismo lento e sostenibile. La mappa si appoggia su Google Earth e copre tutto il mondo, dove sono stati mappati spazi outdoor grazie allo sforzo dei volontari dei gruppi Local Guides. I percorsi sono esplorabili grazie a foto e a mappe dettagliate che guidano le persone attraverso i percorsi e i servizi/punti di interesse, come ad esempio parcheggi o la presenza di bagni pubblici anche per persone con disabilità, all’interno dei percorsi stessi.

Per saperne di più: Di sentiero in sentiero – Accessible Life
Mappare per la sostenibilità globale
La mappatura, chiamiamola “sostenibile”, non significa però soltanto mappare per un turismo consapevole. Mappare per la sostenibilità può andare ben oltre.
Sempre come esempio, ecco un bel video in cui, oltre all’utilizzo per un turismo più lento e consapevole, possiamo trovare l’utilizzo della mappatura per:
- Monitorare le foreste e le attività illegali di deforestazione.
- La creazione di contenuti per le scuole.
- Monitorare lo stato di inquinamento di un’area o di corsi d’acqua.
- La tracciabilità di attività umane.
- Geolocalizzare abitazioni (in questo caso si tratta di capanne) che altrimenti non sarebbero raggiungibili.
La mappatura perciò, vedete, ha un significato molto più ampio. La mappa non è soltanto un tracciato su una carta o su una app, ma è un riflesso di quella che è la vita e il mondo reale.